a Rubiera, tanti curiosi si fermano per vedere i cerchi nei prati

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a Rubiera, tanti curiosi si fermano per vedere i cerchi nei prati

Messaggio Da giallop il Dom Mag 09, 2010 12:13 pm

Dalle foto si capisce che il crop di Rubiera non è artefatto ma un meteocrop, cioè formato da eventi atmosferici naturali.

- Curiosa situazione ieri nel comune ceramico di Rubiera, molti cittadini hanno raggiunto la strada provinciale che conduce a Campogalliano per vedere i cerchi concentrici nell'erba dei prati che in molte parti del mondo vengono attribuiti agli ufo. Qualcuno sostiene che potrebbero essere stati i temporali con pioggia e vento a disegnare sull'erba le perfette circonferenze, ad altri piace pensare che gli extraterrestri abbiano scelto i prati di Rubiera per scendere a fare un picnic. Pur nel rispetto di tutte le tesi, il più seccato era il contadino proprietario delle terre che chiedeva a carabinieri e polizia municipale di tenere lontano i curiosi, visto che i suoi campi erano già stati abbastanza calpestati e rovinati, e non si può certo escludere neppure questa tesi, da qualche buontempone che ha fatto un scherzo.
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Re: a Rubiera, tanti curiosi si fermano per vedere i cerchi nei prati

Messaggio Da giallop il Lun Mag 10, 2010 12:49 pm

Posto la relazione tecnica fatta da Giorgio Pattera consulente scientifico del CUN sul meteocrop di Rubiera:

PRESUNTO “CROP – CIRCLE” di RUBIERA (RE)
RELAZIONE TECNICA



In seguito alla segnalazione pervenuta al sottoscritto in data 7 maggio 2010, da parte del collega ed amico Gianfranco Degli Esposti di Bologna, ed al successivo incarico del Coordinatore Scientifico del C.U.N., Ing. Massimo Angelucci di Rimini, mi sono recato la domenica successiva, 9 maggio, a Rubiera (RE), allo scopo di effettuare il sopralluogo nell’appezzamento di terreno, coltivato ad orzo, posto in corrispondenza dell’intersezione tra Via Fontana e Via Contea. In tale località, i consueti “rumors” di alcuni passanti, nonché affrettate e superficiali congetture giornalistiche di organi di stampa e network radio-televisivi locali, avevano dato ampio risalto ad un ipotetico “intervento alieno”, responsabile del presunto agroglifo rinvenuto, per l’appunto, in una coltivazione di orzo che costeggia la predetta via.
Giunto in loco, ho dovuto purtroppo riscontrare una notevole quantità di curiosi (giunti a piedi, in bici ed in auto), i quali stavano cercando di interpretare il recondito significato del “crop”, non avendo quest’ultimo ALCUNA CONFORMAZIONE GEOMETRICA o RICONDUCIBILE A IDEOGRAMMI INTELLEGGIBILI (come, al contrario, presenta un pittogramma di origine sconosciuta); anche perché l’osservazione del campo risulta assai ardua, mancando nelle immediate vicinanze una postazione sopraelevata, atta ad una più discriminante visione dell’insieme.
Presente sul posto, a strenua quanto vana difesa della sua fonte di reddito, il proprietario e conduttore del podere; col quale, dopo un’iniziale quanto comprensibile “scaramuccia”, motivata dall’esausta pazienza dello stesso nel tentativo di impedire ai curiosi di danneggiare la sua coltivazione (artt. 633, 635 e 637 del C.P.), si è iniziata una costruttiva e cordiale collaborazione, tesa a smitizzare, riconducendola a termini del tutto “terrestri”, quella situazione che, pur inusuale, si mostrava già agli occhi degli “addetti ai lavori” (il fattore ed il sottoscritto) come un fenomeno agro-meteorologico assolutamente spiegabile e già riscontrato in circostanze analoghe (cfr. foto allegata, scattata a Vigonovo, Venezia, il 6 maggio 2005).
In realtà, quindi, si tratta di un banale “METEO-CROP” (neologismo di cui mi assumo la paternità, non senza un pizzico di orgoglio): vale a dire, l’azione combinata e sinergica di due eventi meteorologici, pioggia e vento, che hanno insistito sull’appezzamento, provocando quel particolare fenomeno denominato in agronomia “ALLETTAMENTO”. In altre parole: i violenti e persistenti scrosci di pioggia hanno indebolito le pianticelle d’orzo, ancor più fragili perché non mature; a questa contingenza si è aggiunto il turbinìo di vento, che ha avuto buon gioco nel piegare le essenze vegetali nel punto più debole e sensibile: il nodo d’accrescimento. Infatti, una volta entrati nel campo, sono apparsi subito evidenti due differenti tipi di piegatura delle spighe: una, alla base, determinata dal calpestìo dei maldestri quanto irrispettosi “invasori”; l’altra, quella all’origine del fenomeno, all’altezza del 1° nodo “fuori terra” (cioè a partire dal basso), sintomo di sofferenza delle spighe per il peso delle precipitazioni (cfr. foto allegate, scattate dallo scrivente).
Per fortuna, la Natura prevede in questi casi un processo riparatore, per ripristinare le condizioni iniziali e portare a corretta maturazione le spighe: quello denominato “ortotropismo”, vale a dire la tendenza delle piantine a riassumere la posizione eretta (ortogonale, formando un angolo retto = a 90° rispetto al terreno), verso l’alto, in direzione del sole, fonte di vita. Infatti, a distanza di 48 h. dall’ultima precipitazione, le pianticelle CALPESTATE (che, essendo spezzate alla base, non giungeranno a maturazione = danno economico) rimangono “semi-reptanti“ (aderenti al suolo, “allettate”), mentre le altre, quelle piegate da pioggia e vento, stanno già riassumendo la posizione eretta.


In conclusione, non c’è bisogno di scomodare alcuna “entità extraterrestre” per giustificare l’effetto di ben noti fenomeni atmosferici. Tutt’al più, si può notare in alcune frange della gente comune un irreprimibile anelito verso l’inesplicabile, forse come surrogato di quei valori che la Società contemporanea, che naviga a vista fra l’ultra-positivismo ed il nichilismo, non contempla più, sia a livello familiare che istituzionale.
Tutto questo, in ogni caso, non giustifica i mass-media a “cavalcare” un presunto (e non ancora indagato) “scoop”, per ottenerne visibilità e ritorno commerciale, dimenticando che gli artt. 656 e 661 del C.P. sanzionano la “pubblicazione o diffusione di notizie, potenzialmente atte a turbare l’ordine pubblico, nonché all’abuso della credulità popolare”.

Giorgio Pattera
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Re: a Rubiera, tanti curiosi si fermano per vedere i cerchi nei prati

Messaggio Da giallop il Mar Mag 11, 2010 12:52 pm

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